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Il Limite del Capitalismo
Le grandi teorie economiche e gli illustri
economisti di tutto il mondo ogni giorno di più cercano di arginare,
con nuove proposte, il dissesto dell’economia finanziaria.
Dal crollo delle borse al fallimento di banche ed immensi imperi
finanziari lo scenario che sempre più si presenta ai nostri occhi è,
a dir poco, inquietante.
Il vortice finanziario creato dall’economia capitalistica tende
sempre più a coinvolgere grandi e piccoli con inevitabili
ripercussioni planetarie.
Senza rispolverare i fantasmi del socialismo e del marxismo, oramai
morti e sepolti, va però osservato con sereno giudizio che ogni cosa
ha un suo tempo.
Nulla è stabile e nemmeno il forte sistema capitalistico può
sottrarsi all’ineffabile legge del procedere del tempo e
dell’evoluzione delle cose.
Come già evidenziato nell’articolo sull’Economia Patrimoniale (http://www.ecosostenibile.org/patrimoniale.html)
e sul Paradosso dell’Economia (http://www.ecosostenibile.org/paradosso.html)
nessuna economia che sia capitalistica o socialista può fare a meno
o, se preferiamo, distaccarsi dalle leggi che “imprigionano” il
nostro Universo.
Nel nostro caso il nostro Universo (di qualunque ordine e genere) è
il nostro pianeta il quale ha risorse limitate e, pur se sufficienti
per l’intera popolazione, diversamente distribuite per qualità e
quantità.
Il modello su cui si regge il nostro Mondo è abbastanza rigido e pur
se consente, come in un sistema tampone, di assorbire determinate
variazioni ha dei limiti che, se superati, tendono a rimuovere le
cause che li hanno fatti superare.
Proprio sul concetto di limite affronteremo l’analisi sulla crisi e
futura trasformazione (morte è un termine inappropriato) del sistema
capitalistico.
Abbiamo notato negli articoli sopra citati che la monetizzazione dei
patrimoni mondiali è andata ad una velocità superiore alla capacità
del Sistema di rigenerarsi con conseguente depauperamento
patrimoniale (con tutte le conseguenze sociali ed ambientali che
conosciamo) e collaterale aumento del “vortice finanziario”.
Abbiamo anche notato che è saltato il vecchio assioma che misurava
la solidità di un sistema sulla base del duplice aspetto finanziario
e patrimoniale, errore che la moderna finanza sta iniziando a pagare
nel momento in cui alle grandi quantità di capitali (monetari) non
corrisponde equivalente quantità patrimoniale.
Questo aspetto ha creato un sistema a “vortice” in cui la moneta
deve creare sempre più moneta con evidenti incongruenze di entropia
propria del sistema. Avevamo visto che le leggi della termodinamica
possono essere perfettamente applicate ai sistemi finanziari e il
crollo sempre più evidente degli ultimi tempi ci da la conferma.
Per poter mantenere elevato e consistente il vortice è sempre più
necessario immettere moneta “fresca” nel sistema ma il paradosso sta
nel fatto che così alimentiamo il vortice e come tutti i vortici è
destinato prima o poi a crollare per le note leggi della
termodinamica (siamo in un sistema ad energia limitata).
Il vero aggiustamento che i Governi dovrebbero operare sarebbe, e
dovrà gioco forza esserlo, quello di inserire parametri di
aggiustamento al sistema finanziario in funzione della consistenza
patrimoniale di ogni Entità che crei economia e commisurarla con la
capacità di mantenimento o incremento della propria situazione
patrimoniale.
Ricordiamo anche qui che in un Sistema Complesso qual è il nostro
Pianeta la solidità patrimoniale è in definitiva legata alla prima
delle solidità patrimoniali che è la Società stessa in ogni
componente.
Una Società che è Ricca in alcuni e povera in molti altri è nelle
condizioni entropiche di un patrimonio degradato e quindi in cattive
condizioni di creare buona e solida economia.
Purtroppo quando i Governi “Rialzano” l’economia aiutando il
“Vortice” si comportano come i Pompieri che spengono l’incendio
immettendo benzina sul fuoco.
Il risultato è intuibile ma quella benzina era quel minimo che
avrebbe garantito alle fasce più povere della società e di un
Ambiente degradato di rigenerare piccoli patrimoni di vera
alimentazione economica.
Abbiamo bruciato, e bruceremo ancora, ingenti risorse finanziarie in
nome di una ripresa dell’economia mondiale, che come è strutturata
non ammette soluzioni.
Come c’era da aspettarsi il Sistema ha innescato (proprio come nella
Teoria dei Sistemi) un feedback che tende a farlo rientrare entro i
limiti concessigli.
La questione però qui è più grave, non è solo tecnica finanziaria,
perché in gioco ci sono delle vite umane (milioni di persone che con
quei soldi avrebbero avuto di che mangiare e produrre) e a meno che
il patrimonio di una persona sia meno importante di quello
finanziario allora l’errore commesso è di poco conto.
Purtroppo l’economia mondiale deve essere ancora una volta rimandata,
ma il prezzo della riparazione ha un suo costo.
Guido Bissanti
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